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Giochi educativi nella prima infanzia: che cosa scegliere e perché

Un gioco educativo non è il gioco con scritto sopra «educativo». Che cosa fa davvero la differenza in una sezione di nido o scuola dell’infanzia, quali categorie si guadagnano il posto e otto regole per comprare senza bruciare il budget

I primi anni danno forma a tutto il resto: a come un bambino pensa, a come sta con gli altri, a come regge la frustrazione. La gran parte di questo lavoro passa dal gioco. Ed è per questo che decidere che cosa c’è nella sezione è una decisione pedagogica, non un acquisto.

Un «gioco educativo» non è il gioco con scritto sopra «educativo». È il gioco che pone al bambino un problema, gli lascia più di un modo per risolverlo e gli dà un motivo per tornarci la settimana dopo.

Che cosa costruiscono davvero i primi anni

Il pensiero

Ordinare, abbinare, contare, cogliere uno schema: il lavoro cognitivo più precoce è fisico. Alle idee astratte il bambino arriva passando dalle cose concrete, e la qualità di quelle cose incide su quanto in fretta ci arriva.

Le competenze sociali

Una sezione piena di bambini è una trattativa permanente: chi va per primo, di chi è il turno, quale regola vale oggi. Condividere e collaborare si imparano in quell’attrito, non in un discorso sulla condivisione.

Le emozioni

Il gioco è il luogo in cui il bambino incontra una frustrazione della sua misura (la torre cade, il pezzo non entra, qualcuno è arrivato prima) e scopre che quella sensazione passa. Difficile da organizzare di proposito, facile da fornire dando ai bambini qualcosa di davvero impegnativo.

Come i giochi sostengono l’apprendimento

Pensiero. Un buon gioco pone una domanda. Che cosa va dove, che cosa regge, che cosa succede dopo. Il bambino risponde provando, e le risposte ottenute così restano.

Motricità. Afferrare, impilare, tenere in equilibrio, trasportare: motricità fine sui pezzi piccoli, globale su quelli grandi. Contano entrambe, e in una sezione tipica c’è molto della prima e troppo poco della seconda.

Soluzione di problemi. Il meccanismo è tentativo ed errore. Un bambino che costruisce una torre troppo alta e la guarda cadere ha imparato sull’equilibrio qualcosa che nessuna spiegazione trasmette.

Le categorie che si guadagnano il posto

Blocchi e set di costruzione

Sembrano i più semplici e sono i più redditizi della sezione.

  • Orientamento spaziale. Maneggiare blocchi insegna dimensione, forma e relazioni spaziali: la base del ragionamento matematico successivo.
  • Motricità. Afferrare, impilare ed equilibrare richiedono coordinazione e precisione, le stesse che servirà alla scrittura.
  • Soluzione di problemi. Causa ed effetto, equilibrio, stabilità: verificati nella pratica, anche buttando giù la torre di proposito.
  • Immaginazione. I blocchi non sono solo torri. Diventano castello, nave, città intera: la storia la mette il bambino.

Puzzle e giochi educativi

  • Cognizione. Riconoscere schemi, colori e forme allena memoria ed elaborazione delle informazioni.
  • Attenzione. Finire un puzzle richiede di restare su una cosa sola, una capacità che la scuola dà per acquisita e insegna di rado.
  • Competenze sociali. I giochi in più persone insegnano ad aspettare il turno e a lavorare verso un obiettivo comune.
  • Emozioni. Vincere rafforza la fiducia; perdere con stile è la lezione più difficile e più utile.

Materiali creativi

  • Espressione. L’arte dà al bambino un modo per portare fuori pensieri ed emozioni, cosa che conta per lo sviluppo affettivo.
  • Coordinazione occhio-mano. Infilare una perlina, tagliare lungo una linea: lavoro di precisione a piccole dosi.
  • Inventiva. Un materiale limitato costringe a inventare. Qui il vincolo è il vantaggio, non la mancanza.

Un bambino gioca con un giocattolo di legno

Otto regole per scegliere

  1. Punta alla fase di sviluppo, non all’età sulla scatola. Guarda su che cosa sta lavorando il bambino adesso.
  2. Decidi quale competenza stai comprando. Motricità fine, cognizione, cooperazione: un gioco che vuole fare tutto di solito non fa bene niente.
  3. Prima sicurezza e resistenza. Materiali privi di sostanze nocive, costruzione che regge l’entusiasmo, nessun pezzo piccolo con i più piccoli.
  4. Preferisci l’aperto. Blocchi, materiali per l’arte, burattini: tutto ciò che non impone un solo uso.
  5. Cerca la versatilità. Un buon set è un rompicapo per un bambino di due anni e un progetto di costruzione per uno di cinque. Resta in sezione per anni, non per mesi.
  6. Prevedi gioco individuale e condiviso. Uno costruisce concentrazione, l’altro cooperazione. Una sezione ha bisogno di entrambi.
  7. Qualità prima della quantità. Poche cose ben scelte battono uno scaffale pieno. Troppa scelta sopraffà invece di arricchire.
  8. Pensa a chi deve riordinare. Un set che richiede venti minuti per essere riposto esce dall’uso in silenzio.

Blocchi morbidi impilati in una sezione

Dove si inseriscono i blocchi morbidi

I grandi blocchi morbidi soddisfano più regole insieme: aperti, versatili tra le età, sicuri per costruzione e rapidi da riporre perché si impilano. In una sezione in cui si litiga per i metri quadrati, un set che diventa parete, tunnel, gradino e angolo di calma vale più di quattro attrezzature che fanno una cosa ciascuna.

Guarda i set oppure guarda che cosa costruiscono le altre sezioni.

In sintesi

I giochi educativi contano nei primi anni perché sono gli strumenti con cui il bambino raggiunge le tappe da cui dipende tutto il resto. Il criterio di scelta sta in una frase, facile da tenere a mente davanti a un catalogo: meno oggetti, più aperti, scelti per una competenza che sai nominare.

Think hard. Play soft.

JollyHeap produce grandi blocchi magnetici in gommapiuma. Dal 2015 li cuciamo a mano a Rzeplin, vicino a Wrocław, in Polonia. Nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole i bambini ci imparano a contare e a costruire. I terapisti li usano nell’integrazione sensoriale e in fisioterapia, e le aree gioco li scelgono perché reggono un uso quotidiano e intenso.

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