· 5 min di lettura
Terapia del gioco: perché la terapia non deve essere una fatica
Un bambino che non parla di un’esperienza difficile spesso la mette in scena. La terapia del gioco parte da qui: ciò che il bambino non sa dire, lo mostra giocando. Come funziona, com’è una seduta e che cosa serve nella stanza

Chiedi a un bambino di sette anni di raccontare che cosa gli ha fatto paura e nella maggior parte dei casi otterrai un’alzata di spalle. Dai allo stesso bambino qualche personaggio e dei blocchi e in dieci minuti la cosa spaventosa avrà una forma, un posto e un finale. Questa distanza (tra ciò che un bambino sa dire e ciò che sa mostrare) è l’intero fondamento della terapia del gioco.
La terapia del gioco non è una versione leggera della terapia «vera». È un metodo costruito attorno a un dato di fatto: i bambini elaborano l’esperienza attraverso l’azione molto prima di poterla elaborare attraverso la parola. Il terapeuta non si siede di fronte a fare domande. Si siede accanto e osserva con attenzione che cosa viene costruito, buttato giù, nascosto e salvato.
Che cosa dà al bambino
Un modo per dire ciò che è difficile
I giocattoli permettono di esprimere emozioni ed episodi in modo simbolico, senza doverli nominare. La bambola può avere paura, così il bambino non deve ammetterlo. Una torre può cadere ed essere ricostruita. È molto meno intimidatorio di una domanda diretta e, per un bambino che non ha ancora le parole per i propri stati emotivi, è spesso l’unica strada disponibile.
Una relazione che il bambino cerca
Poiché il gioco è piacevole, il bambino vede nel terapeuta un compagno e non qualcuno che applica una procedura. Questo legame non è un gradevole effetto collaterale: è la condizione di lavoro. Un bambino che si sente al sicuro mostra di più, prova di più e regge più difficoltà nella seduta.

Come allestire la stanza
Basta poco spazio
Una stanza per la terapia del gioco efficace non richiede un ambiente grande. Conta l’organizzazione: contenitori raggiungibili dal bambino perché scelga da solo, pavimento libero per muoversi e un angolo che si possa calmare. Cesti e mensole basse fanno per una seduta più dei metri quadrati.
Inserisci elementi da sala gioco
Moduli morbidi, un tunnel, qualcosa su cui arrampicarsi: portano movimento nella seduta, e questo conta doppio. Fa bene al corpo e dà al bambino un modo legittimo di scaricare tensione nel mezzo di un tema difficile. Una seduta che può alternare costruire, arrampicarsi e stare fermi regge il bambino molto più a lungo di una seduta al tavolo.
Tecniche che incontrerai
Gioco di ruolo
Assumere un ruolo permette al bambino di esprimere emozioni che altrimenti non riconoscerebbe. Essere il genitore, il medico o il cattivo è un modo sicuro di provare reazioni a situazioni difficili nella vita reale, e di vedere che cosa succede quando la reazione cambia.
Arte e costruzione
Disegnare, dipingere e costruire rendono tangibili gli stati interni. Ciò che un bambino costruisce, e come tratta poi la propria costruzione, porta informazioni che nessun colloquio produrrebbe. Il gioco costruttivo dà inoltre al terapeuta qualcosa da osservare nel tempo: la struttura diventa più alta, più sicura, più chiusa?
Raccontare storie
Il terapeuta comincia una storia, il bambino la porta avanti. I racconti che i bambini inventano riflettono da vicino le loro preoccupazioni e speranze, e concludere una storia dà loro il modo di dare un finale a una situazione difficile, un finale che la realtà non ha ancora fornito.
Età diverse, giochi diversi
Bambini piccoli. Il linguaggio è limitato, quindi bambole, blocchi e giochi di imitazione portano il grosso del lavoro. Il gioco rilassa e abbassa la soglia dell’espressione.
Adolescenti. Funzionano meglio le forme più strutturate: giochi di strategia, giochi di ruolo. Offrono una cornice per parlare di ansia sociale, cooperazione e soluzione di problemi senza fare dell’adolescente l’argomento della conversazione.
Adulti. Meno frequente, ma funziona anche con loro: carte metaforiche, giochi da tavolo, compiti creativi. Per chi fatica con la parola diretta, la via indiretta è a volte l’unica che regge.
Come continuare a casa
Un angolo gioco
Un angolo delimitato e sicuro, con materiali vari (colori, blocchi, personaggi) prolunga il lavoro della seduta nella quotidianità. Bastano tre regole:
- Senza distrazioni e senza pericoli.
- Materiale per più tipi di gioco: creativo, costruttivo, simbolico.
- Che lo sistemi il bambino. Il senso di proprietà fa parte dell’effetto.
Tecniche nei momenti ordinari
Parlare attraverso un burattino prima di dormire, inventare insieme una storia, lasciare al bambino la guida del gioco: non è terapia, ma usa lo stesso meccanismo e tiene aperto il canale tra una seduta e l’altra.
Dove si inseriscono i blocchi morbidi
I grandi blocchi in gommapiuma con magneti sono utili nella stanza perché coprono più bisogni insieme: gioco costruttivo, struttura da arrampicare, ostacolo fisico da superare e pareti di un angolo di calma quando il bambino vuole ritirarsi. Il terapeuta riconfigura la stanza attorno al bambino invece di adattare il bambino alla stanza.
Guarda i set oppure leggi come usarli in terapia.
In sintesi
La terapia del gioco funziona perché va a prendere il bambino dove già si trova. Non gli chiede di tradurre prima la propria esperienza nel linguaggio degli adulti. Dagli uno spazio in cui muoversi, materiale che possa modellare e un adulto che guarda senza dirigere: la maggior parte dei bambini mostrerà che cosa sta succedendo molto prima di saperlo raccontare.